Rapporto sulla crisi nel reclutamento degli insegnanti della scuola secondaria e sulla precarizzazione della professione dovuta al crescente ricorso al lavoro a contratto

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Da diversi anni, il numero di candidati ai concorsi per l'insegnamento, in particolare al CAPES, è drasticamente diminuito, rendendo sempre più difficile soddisfare le esigenze di personale delle scuole medie e superiori. Nel 2023, quasi il 17% dei posti di insegnamento è rimasto vacante. Questa situazione costringe il Ministero dell'Istruzione a ricorrere sempre più frequentemente a insegnanti con contratto a tempo determinato per coprire le carenze di personale.

Sebbene l'impiego di insegnanti con contratto a tempo determinato rappresenti una soluzione temporanea, esso crea diversi problemi, in particolare per quanto riguarda la precarietà delle condizioni di lavoro. Gli insegnanti a contratto, spesso assunti per periodi brevi e senza garanzie di stabilità, si trovano ad affrontare una maggiore insicurezza economica e professionale. Inoltre, questo metodo di reclutamento incide sulla qualità dell'istruzione, poiché gli insegnanti a contratto tendono ad avere una formazione meno completa rispetto ai loro colleghi di ruolo.

Il rapporto cerca di comprendere le ragioni alla base del calo di interesse per la professione docente, tra cui il deterioramento delle condizioni di lavoro, salari non competitivi e la perdita di prestigio della professione. Esamina inoltre l'impatto del ricorso agli insegnanti a contratto sulla coesione della professione docente e sulla qualità dell'istruzione offerta, proponendo al contempo raccomandazioni per invertire questa tendenza.

Per leggere il rapporto completo, fare clic qui.

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