
Dal 2019 gli studenti del Politecnico di Saclay si ribellano al gigante dell'energia Total. Quest'ultimo ha infatti a lungo desiderato insediarsi nelle vicinanze del campus costruendo un centro di ricerca e innovazione.1 Tra conflitto di interessi illecito e mancato rispetto delle norme ambientali, TotalEnergies ha suscitato e continua a suscitare la rabbia di diverse associazioni, tra cui La Sphinx, associazione di studenti del Politecnico dedicata alla difesa delle questioni ambientali.2 Ma il cuore della questione non è più lì. Intraprendendo azioni giudiziarie, gli studenti del Politecnico non pensavano di aprire il vaso di Pandora e di dover affrontare altri gravi problemi giuridici che violano la libertà di associazione e il diritto a un processo equo.
Anche se il progetto di insediamento è stato infine abbandonato dall'azienda Total, la battaglia giuridica è ben lontana dall'essere conclusa per gli studenti del Politecnico.
Una prima azione giudiziaria: il rigetto del tribunale amministrativo
Nell'aprile 2021 tre associazioni (La Sphinx, Anticor e Greenpeace Francia) hanno presentato denuncia presso la Procura di Parigi contro il signor Patrick Pouyanné, amministratore delegato di TotalEnergies, per conflitto di interessi illecito (prise illégale d'intérêts). Diversi elementi lasciano infatti pensare che egli abbia approfittato della sua funzione di membro del consiglio di amministrazione dell'École polytechnique intervenendo, a nome di Total, nel processo decisionale che ha portato all'accordo finale del consiglio di amministrazione della Scuola per l'insediamento, nel cuore del suo campus, del centro di ricerca e innovazione dell'azienda TotalEnergies.3
Parallelamente, l'associazione La Sphinx ha adito il tribunale amministrativo di Versailles con un référé suspension (procedimento cautelare di sospensione) e un ricorso per annullamento contro il permesso di costruire rilasciato a Total dal comune per l'insediamento del loro edificio. Il référé suspension è una procedura d'urgenza che mira a sospendere l'esecuzione di una decisione oggetto di un ricorso per annullamento o per riforma. Questo meccanismo può essere attivato quando l'urgenza lo giustifica e quando sussiste un serio dubbio sulla legittimità della decisione contestata.4
Con un'ordinanza emessa pochi giorni dopo, il giudice dei procedimenti cautelari del tribunale amministrativo ha respinto tale richiesta. Il motivo del rigetto è l'invocazione della legge ELAN, che modifica l'articolo L. 600-1-1 del Codice dell'urbanistica.5
Questa legge stabilisce che, per poter agire contro un'autorizzazione urbanistica, un'associazione deve aver depositato il proprio statuto almeno un anno prima dell'affissione della domanda di autorizzazione. Nel caso di specie, il giudice dei procedimenti cautelari del tribunale amministrativo ha sottolineato che il deposito dello statuto modificato dell'associazione era avvenuto meno di un anno prima dell'affissione in comune della domanda di autorizzazione urbanistica di Total, giustificando così il rigetto dei ricorrenti. Tuttavia, l'associazione studentesca non si è fermata e ha adito il Consiglio di Stato, ritenendo che il diritto a un ricorso giurisdizionale fosse stato violato, e ciò in spregio della Costituzione francese.6
Limitare l'accesso alla giustizia per alcune associazioni: misura conforme alla Costituzione o ostacolo al diritto di ricorso?
La Sphinx, affiancata da France Nature Environnement, si è rivolta al Consiglio di Stato per annullare l'ordinanza emessa dal tribunale amministrativo di Versailles e trasmettere una questione prioritaria di costituzionalità (QPC) al Consiglio costituzionale. Il Consiglio di Stato si pronuncia quindi a favore dell'associazione e riconosce che « la questione della lesione che tali disposizioni arrecano ai diritti e alle libertà garantiti dalla Costituzione, in particolare al diritto di ricorso garantito dall'articolo 16 della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino, presenta un carattere serio. »7
Evidenziando il carattere serio e potenzialmente incostituzionale della legge ELAN, il Consiglio di Stato mette in luce il pericolo che incombe su alcune libertà fondamentali come l'accesso alla giustizia. Se infatti lo scopo primario della legge ELAN è evitare i ricorsi abusivi, il suo effetto è ben diverso: questa legge priva alcune associazioni della possibilità di ricorrere in giudizio in materia di urbanistica.
Ma le leggi francesi non devono forse rispettare la Costituzione francese, che a sua volta obbedisce alla Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino (DDHC)? E l'articolo 16 della DDHC non sancisce forse, in particolare, il diritto a un ricorso effettivo dinanzi a un giudice indipendente e imparziale? Questo articolo non è forse la garanzia che gli altri diritti e le altre libertà proclamati dalla Costituzione francese saranno rispettati?
Certo, l'applicazione di alcuni diritti, tra cui il diritto di ricorso, può conoscere eccezioni, ma solo se queste sono legalmente giustificate. Ora, nel caso di specie, come giustificare che la durata di esistenza di un'associazione determini se questa ricorra alla giustizia in modo abusivo? È la domanda che le associazioni (La Sphinx e FNE) hanno posto al Consiglio costituzionale.8
La decisione del Consiglio costituzionale: una valutazione di conformità costituzionale discutibile e parziale
Le associazioni interessate hanno adito il Consiglio costituzionale per attivare un esame di Questione prioritaria di costituzionalità (QPC) relativa alla legge ELAN. La QPC è un meccanismo previsto dall'articolo 61-1 della Costituzione francese che consente di esaminare a posteriori la conformità alla Costituzione francese di una legge già promulgata.
Con una decisione del 1° aprile 2022 il Consiglio costituzionale dichiara la legge ELAN conforme alla Costituzione.9 In altri termini, i nove giudici che siedono nel Consiglio non ravvisano in questa legge disposizioni contrarie alle libertà garantite dalla Costituzione francese. La legge ELAN non ostacola il diritto di ricorso delle associazioni in modo ingiustificato o illegale.
Se si potrebbe pensare che la battaglia giuridica si fermi qui, non è così. Le associazioni che portano avanti queste azioni giudiziarie, e in particolare France Nature Environnement, contestano infatti questa decisione sulla QPC. Da un lato, le giustificazioni addotte dallo Stato francese dinanzi al Consiglio costituzionale sono deboli e non mettono chiaramente in luce il nesso causale tra la durata di esistenza di un'associazione e il suo interesse ad agire in giudizio. Dall'altro, le associazioni sottolineano che tra i giudici del Consiglio costituzionale due sono ex ministri che hanno partecipato attivamente all'elaborazione e all'adozione della legge contestata. La sig.ra Jacqueline Gourault e il sig. Jacques Mézard, entrambi ex ministri della Coesione dei territori e dei Rapporti con gli enti territoriali, hanno infatti sostenuto il disegno di legge ELAN.
Si pone così la questione dell'imparzialità dei giudici. Come spiegato sopra, la Costituzione francese obbedisce alla DDHC, che a sua volta sancisce il diritto a un ricorso effettivo dinanzi a un giudice indipendente e imparziale. Com'è concepibile che ex ministri emettano un giudizio imparziale su una legge di cui sono all'origine?
È tuttavia proprio ciò che prevede il regolamento interno della procedura di QPC dinanzi al Consiglio costituzionale. Il comma 4 dell'articolo 4 prevede che «Il solo fatto che un membro del Consiglio costituzionale abbia partecipato all'elaborazione della disposizione legislativa oggetto della questione di costituzionalità non costituisce di per sé causa di ricusazione.»10 Si pone quindi un nuovo problema giuridico, oltre a quelli sollevati dalla legge ELAN: la parzialità dei giudici costituzionali.
L'adizione del comitato di controllo del rispetto della convenzione di Aarhus: ultimo capitolo della saga giuridica?
Il 29 agosto 2022 France Nature Environnement e altre due associazioni hanno inviato una comunicazione al comitato di controllo del rispetto della convenzione di Aarhus.11 Quest'ultima, risalente al 1998, è un accordo internazionale volto alla democrazia ambientale. I suoi tre grandi obiettivi sono: il miglioramento dell'informazione ambientale fornita dalle autorità pubbliche; la promozione della partecipazione del pubblico ai processi decisionali che hanno incidenze sull'ambiente e l'ampliamento delle condizioni di accesso alla giustizia in materia di legislazione ambientale e di accesso all'informazione. Il rispetto della Convenzione da parte degli Stati membri è garantito dal comitato di controllo.
La comunicazione delle associazioni denuncia il mancato rispetto da parte della Francia dell'articolo 2, paragrafo 5, e dell'articolo 9, paragrafi 2, 3 e 5, della Convenzione per quanto riguarda l'accesso alla giustizia delle organizzazioni non governative in materia di pianificazione e l'accesso alla giustizia dinanzi a un organo imparziale nei casi di cui è investito il Consiglio costituzionale.
Per il momento, la Francia ha risposto tramite la propria Rappresentanza permanente presso le Nazioni Unite e ritiene che non vi sia alcun problema né per quanto riguarda le restrizioni all'accesso alla giustizia né per quanto riguarda la parzialità dei giudici costituzionali.12 Poiché il comitato si è già pronunciato favorevolmente sulla ricevibilità della richiesta formulata, occorrerà attendere diversi anni per ascoltare tutti gli argomenti delle due parti e le conclusioni del comitato.
Continua…
assedel
1 Marine Miller, « Hypocrisie Total : à Polytechnique, la révolte des élèves contre la major pétrolière ne faiblit pas » (Le Monde, publié le 06 juillet 2021, modifié le 06 juillet 2021) https://www.lemonde.fr/campus/article/2021/07/06/hypocrisie-total-a-polytechnique-la-revolte-des-eleves-contre-la-major-petroliere-ne-faiblit-pas_6087141_4401467.html
2 La Sphinx, « Affaire Total : La Sphinx porte plainte » (pubblicato il 29 aprile 2021) https://la-sphinx.fr/la-sphinx-porte-plainte/
3 Greenpeace, « Total à Polytechnique : plainte contre Patrick Pouyanné » (pubblicato il 29 aprile 2021) https://www.greenpeace.fr/total-a-polytechnique-plainte-contre-patrick-pouyanne/
4 Articolo L521-1 del Codice di giustizia amministrativa.
5 LEGGE n. 2018-1021 del 23 novembre 2018 sull'evoluzione dell'edilizia abitativa, della pianificazione e del digitale.
6 Consiglio di Stato, Decisione CE n. 455122 del 31 gennaio 2022.
7 Ibid., considerando 4.
8 France Nature Environnement, « La France entrave l'accès à la justice des associations : nous saisissons les Nations Unies » (pubblicato il 27 settembre 2023)
9 Consiglio costituzionale, Decisione n. 2022-986 QPC del 1° aprile 2022.
10 Consiglio costituzionale, Regolamento interno sulla procedura di QPC dinanzi al Consiglio costituzionale, articolo 4.4
11 Nazioni Unite, Convenzione sull'accesso all'informazione, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l'accesso alla giustizia in materia ambientale (firmata nel 1998 ed entrata in vigore il 30 ottobre 2001), Nazioni Unite, Raccolta dei trattati, vol. 2161, p. 447.
12 France Nature Environnement, « La France entrave l'accès à la justice des associations : nous saisissons les Nations Unies » (pubblicato il 27 settembre 2023)
ASSEDEL