La frattura all’interno dell’alleanza transatlantica: la Conferenza sulla sicurezza di Monaco e la guerra in Ucraina

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Introduzione

Il 24 febbraio 2022, la Russia ha invaso l’Ucraina e ha dato inizio a un conflitto che sarà ricordato negli anni come un’azione aggressiva che ha riportato la guerra sul continente europeo. Dopo tre anni di lenta ma costante stabilizzazione del conflitto, con speranze sempre più ridotte di avviare negoziati, l’arrivo di Trump alla Casa Bianca nel gennaio 2025 è sembrato un terremoto politico. Durante la campagna elettorale, Trump aveva promesso di essere in grado di porre fine al conflitto tra Ucraina e Russia e, una volta diventato presidente il 20 gennaio, ha adottato una serie di ordini esecutivi che segnano un punto di svolta per la politica statunitense e per il sistema globale. Questo cambiamento deve essere analizzato anche dal punto di vista della politica estera; infatti, sta portando a uno spostamento degli equilibri di potere nelle relazioni internazionali, sia nei rapporti con gli alleati sia con i concorrenti. Il febbraio 2025 ha dimostrato questo cambiamento: in meno di tre settimane, l’approccio autoritario della nuova amministrazione Trump ha modificato profondamente l’alleanza transatlantica e gli equilibri relativi alla guerra in Ucraina.

Sebbene viviamo già in un mondo caratterizzato da disinformazione e manipolazione, ASSEDEL vuole fare chiarezza sui fatti, ripercorrendo passo dopo passo tutte le cause che hanno portato a una frattura all’interno dell’alleanza transatlantica e al sostegno all’Ucraina.

Conferenza sulla Sicurezza di Monaco

Dal 14 al 16 febbraio si è svolta la Conferenza sulla Sicurezza di Monaco (MSC). È conosciuta come il principale forum mondiale per il dibattito sulle politiche di sicurezza internazionale. L’obiettivo della MSC è fornire iniziative diplomatiche ufficiali e non ufficiali per affrontare le più urgenti questioni di sicurezza nel mondo.

Alla vigilia della conferenza, Trump aveva annunciato una lunga telefonata con il presidente russo Vladimir Putin, delineando la possibilità di un accordo di pace con la Russia. Pertanto, i rappresentanti dell’UE si aspettavano che il discorso del vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance affrontasse questioni quali: i prossimi passi dei negoziati degli Stati Uniti con la Russia e l’Ucraina, il futuro ruolo degli Stati Uniti in Europa, la spesa dell’UE per la difesa e un possibile parziale ritiro delle truppe statunitensi dal continente.

Sorprendentemente, JD Vance ha parlato di “valori condivisi”, affermando:

“La minaccia che mi preoccupa di più nei confronti dell’Europa non è la Russia, non è la Cina, non sono altri attori esterni. Ciò che mi preoccupa è la minaccia dall’interno, l’allontanamento dell’Europa da alcuni dei suoi valori fondamentali condivisi con gli Stati Uniti.”

Più precisamente, ha criticato tre temi principali della politica dell’UE:

  • In primo luogo, ha denunciato il fatto che la libertà di espressione sarebbe in ritirata in tutto il continente europeo, come in Romania, dove il governo, secondo la Commissione europea e la Corte costituzionale nazionale, ha respinto il risultato delle elezioni a causa di azioni di disinformazione russa. Inoltre, ha condannato la presunta censura attuata dalla precedente amministrazione statunitense sui social media nei confronti della disinformazione. Il vicepresidente ha inoltre dichiarato:

“La vera democrazia deve essere abbastanza forte da resistere” e “i nostri cittadini non sono fragili come teme l’UE e permettere loro di esprimere liberamente le proprie opinioni li renderà più forti.”

  • In secondo luogo, JD Vance ha criticato la riluttanza dell’UE a porre un freno a quella che considera un’immigrazione fuori controllo.

  • Infine, ha accusato l’FDP (partito liberaldemocratico tedesco) di rifiutarsi di collaborare con l’estrema destra, affermando: “non c’è spazio per barriere”.

Il discorso del vicepresidente degli Stati Uniti ha quindi suscitato forti reazioni in tutto il continente, accusando le democrazie europee di aver intrapreso una traiettoria autoritaria che danneggerebbe direttamente principi democratici come la libertà di espressione.

ASSEDEL sta ancora cercando di comprendere come la protezione della popolazione e delle procedure istituzionali nazionali dagli attacchi della propaganda, che promuovono soprattutto disinformazione e odio, possa mettere in pericolo le nostre democrazie. Inoltre, ASSEDEL vuole sottolineare che le nostre costituzioni stabiliscono e tutelano i nostri diritti, come la libertà di espressione, fino al punto in cui questi diritti danneggiano quelli degli altri, diffondendo e incoraggiando discorsi d’odio e discriminazioni nei confronti di altre parti della società civile.

Guerra in Ucraina: la decisione degli Stati Uniti sopra le teste dell’UE e dell’Ucraina

Un altro punto di rottura all’interno dell’alleanza transatlantica, come già anticipato, riguarda i futuri negoziati con la Russia per porre fine al conflitto tra Ucraina e Russia. L’amministrazione Trump ha infatti annunciato un incontro privato tra le delegazioni degli Stati Uniti e della Russia senza la presenza dell’UE e dell’Ucraina. Il vertice, tenutosi a Riyadh il 18 febbraio, ha suscitato numerose proteste da parte degli attori esclusi, come Zelensky e altri leader europei, che hanno immediatamente dichiarato:

“Nessuna decisione sull’Ucraina senza l’Ucraina” e “Nessuna decisione sull’UE senza l’UE”.

Nel frattempo, in occasione dell’incontro tra gli Stati Uniti e la Russia, il governo francese guidato da Emmanuel Macron ha invitato altri leader europei a due vertici straordinari a Parigi il 18 e 19 febbraio, con l’obiettivo di coordinare la posizione dell’UE sull’Ucraina e affrontare questioni relative alla sicurezza e agli investimenti dell’UE nella difesa.

Questi incontri hanno evidenziato quanto il deficit europeo nella spesa per la difesa stia influenzando la leadership dell’UE nelle relazioni internazionali. L’Europa si trova infatti attualmente nell’incapacità di mettere in campo una forza di mantenimento della pace, a causa del mancato raggiungimento dell’obiettivo del 2% della spesa per la difesa, confermando quanto sottolineato dal presidente Zelensky:

“Attualmente, l’Europa non può garantire la sicurezza dell’Ucraina senza gli Stati Uniti.”

Tuttavia, il rapporto tra l’Ucraina e gli Stati Uniti sta attraversando una fase altalenante. Da un lato, vi sono le critiche statunitensi riguardo ai valori democratici condivisi con l’Ucraina e all’intolleranza nei confronti del peso economico della guerra. Tutto ciò è evidente nelle recenti dichiarazioni pubbliche di Trump e Zelensky: il primo ha affermato che “l’Ucraina non avrebbe mai dovuto iniziare la guerra” e ha accusato Zelensky di essere un dittatore. A ciò è seguita la risposta del presidente ucraino:

“Il presidente Trump sta diffondendo propaganda russa.”

Dall’altro lato, vi è una “collaborazione imposta” da parte dell’Ucraina, consapevole che il sostegno degli Stati Uniti è essenziale sia per raggiungere un accordo che ponga fine alla guerra sia per resistere agli attacchi russi. Ciò è dimostrato dal recente accordo sui minerali raggiunto tra i due Paesi.

ASSEDEL sostiene le affermazioni: “Nessuna decisione sull’Ucraina senza l’Ucraina” e “Nessuna decisione sull’UE senza l’UE”. Un ipotetico accordo raggiunto dagli Stati Uniti e dalla Russia al di sopra delle teste dell’UE e dell’Ucraina violerebbe innanzitutto la sovranità dell’Ucraina e, in secondo luogo, i diritti degli ucraini, che verrebbero esclusi dalla possibilità di scegliere il proprio futuro. Pertanto, il loro destino, dopo tre anni di distruzione, sarebbe deciso da attori che antepongono i propri interessi economici e politici a quelli del popolo ucraino. Inoltre, ASSEDEL sottolinea l’importanza di preservare i diritti degli ucraini che vivono nei territori occupati dalla Russia, affinché non siano costretti né a rimanere in un Paese in cui non si sentono rappresentati né a migrare, abbandonando le proprie case.

Cosa possiamo aspettarci dal futuro

È ora difficile prevedere come e se il nuovo sistema internazionale sarà equilibrato in futuro. Stiamo sicuramente vivendo un momento di svolta storica per il sistema globale.

Ciò che è evidente è che Trump, da quando è entrato alla Casa Bianca, ha provocato un forte cambiamento rispetto al precedente ordine internazionale, causando una frattura all’interno dell’alleanza transatlantica. La nuova amministrazione statunitense ha accelerato il processo di multipolarizzazione in tutto il mondo, agendo con un approccio politico aggressivo basato sulla propria supremazia economica e militare al fine di influenzare sia gli alleati sia i concorrenti. La visione del mondo di Trump, o la sua dottrina strategica, sembra condurre verso un nuovo sistema internazionale i cui principi fondanti potrebbero essere più vicini alla Conferenza di Yalta che a quella di Helsinki. Ciò significherebbe un mondo governato esclusivamente dagli attori più potenti, che preferiscono ricorrere alla minaccia dell’uso della forza piuttosto che alla cooperazione internazionale per perseguire i propri interessi economici e politici.

D’altra parte, la Conferenza sulla Sicurezza di Monaco del 2025 ha evidenziato quanto l’Europa abbia ignorato diversi segnali d’allarme nel corso degli anni, trascurando per decenni le lamentele dei leader statunitensi riguardo a un’equa condivisione degli oneri. La MSC 2025 ha infatti rappresentato ancora una volta un forte campanello d’allarme per l’UE, affinché diventi più indipendente e unita.

ASSEDEL desidera concludere sostenendo l’affermazione dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Volker Türk:

“Se il mondo multipolare non ha regole o barriere di protezione, è caos, è imprevedibilità, è violenza.”

Fonti:

https://securityconference.org/en/publications/debriefs/westlessness-reloaded

https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/P-10-2025-000150_EN.html

https://www.theguardian.com/world/2025/feb/13/eu-failed-trump-proof-europe-humiliation-ukraine

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