
Il termine “deserto medico” si è affermato nel dibattito pubblico come espressione per descrivere le difficoltà di accesso all’assistenza sanitaria in determinate aree. Sebbene non corrisponda ad alcuna categoria giuridica ufficiale, questo termine ombrello è diventato un punto di riferimento centrale nelle discussioni sulla distribuzione dei professionisti sanitari e sulle disuguaglianze sanitarie territoriali. Il suo successo nei media e nel dibattito politico deriva dalla sua capacità di mettere in evidenza un fenomeno complesso che comprende la carenza di professionisti sanitari, l’allungamento dei tempi di attesa per le visite e le crescenti difficoltà di accesso alle cure.
Nel suo significato più comune, per “deserto medico” si intende l’inadeguatezza dell’offerta sanitaria disponibile rispetto alle esigenze della popolazione. Questa situazione presenta una duplice dimensione. Da un lato, una dimensione spaziale legata alla distanza che separa i pazienti dai professionisti sanitari. Dall’altro, una dimensione temporale, che si manifesta attraverso tempi di attesa più lunghi per gli appuntamenti e una riduzione del tempo medico disponibile per ciascun paziente.
L’articolo 35 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea sancisce il diritto alla protezione della salute. Tale diritto alla protezione della salute costituisce un obiettivo costituzionale derivante dal paragrafo 11 del Preambolo della Costituzione francese del 1946. I diversi aspetti del diritto alla protezione della salute dimostrano quanto esso sia essenziale per ogni essere umano.
Attraverso questo rapporto, ASSEDEL mira a contribuire al miglioramento dell’accesso all’assistenza sanitaria in Francia e, almeno in parte, a contribuire alla risoluzione della questione dei “deserti medici”. Gli autori di questo rapporto non sono esperti in ambito medico, ma nella redazione del testo si sono basati su due interviste con medici, tre con sindacati medici e un’indagine pilota condotta su circa trenta studenti.
Il rapporto di ASSEDEL è suddiviso in tre parti: una presentazione della situazione, le soluzioni adottate dalla Francia e la loro accoglienza e, infine, le raccomandazioni. La presentazione della situazione offre una prospettiva particolarmente importante, in quanto affronta specificamente, in parte, la situazione dei territori d’oltremare. Per quanto riguarda la sezione dedicata alle reazioni della società e alle raccomandazioni, il rapporto si basa su interviste con numerosi sindacati e professionisti del settore medico, evidenziando quanto siano fondamentali i punti di vista dei professionisti sanitari e degli studenti di medicina.
In primo luogo, le cause alla base del fenomeno dei “deserti medici” sono molteplici e variegate. Tra queste figurano il numerus clausus, che ha determinato una carenza di medici in Francia; l’invecchiamento della forza lavoro medica – in Francia, un medico di medicina generale su due in attività ha più di 55 anni e quasi il 15% dei medici ha più di 65 anni; il pesante carico amministrativo; e, infine, la più ampia questione dell’attrattività territoriale.
In risposta a questi problemi, i legislatori e i governi successivi hanno introdotto diverse soluzioni: i contratti di impegno nel servizio pubblico (CESP), il sistema dei medici di medicina generale territoriali, i centri sanitari, lo sviluppo della teleconsultazione, l’abolizione del numerus clausus, le cliniche mediche mobili e, infine, il Patto per la lotta contro i deserti medici.
Tuttavia, questo fervore legislativo e governativo non è sempre accolto favorevolmente. Le due proposte di legge Mouiller e Garot sono state oggetto di un ampio dibattito tra i sindacati medici, che hanno costantemente espresso la loro opposizione.
Una sezione del rapporto di ASSEDEL è dedicata alle specifiche sfide affrontate dai territori d’oltremare francesi. Per quanto riguarda l’assistenza sanitaria, i territori d’oltremare presentano caratteristiche epidemiologiche significative, in un contesto socioeconomico più sfavorevole rispetto alla Francia metropolitana. Nonostante le crescenti sfide demografiche e sanitarie, l’offerta sanitaria rimane insufficiente in alcuni territori e fatica ad adattarsi alle esigenze in evoluzione. L’accesso all’assistenza sanitaria nei territori d’oltremare rimane fortemente diseguale, sia rispetto alla Francia metropolitana sia tra i diversi territori d’oltremare, e persino all’interno di uno stesso territorio.
Il rapporto di ASSEDEL si conclude con un elenco di 10 raccomandazioni rivolte ai decisori politici, tra cui la promozione della proposta di legge presentata dal sindacato ReAGJIR, l’ampliamento dell’offerta di istruzione superiore nei territori e una posizione chiara contro la regolamentazione dei luoghi di esercizio della professione medica.
L’accesso all’assistenza sanitaria riguarda ogni essere umano; è essenziale proteggerlo.
Leggi qui il rapporto completo.
ASSEDEL