
Questo rapporto esamina perché la Svezia, un Paese ampiamente riconosciuto per il suo impegno a favore della democrazia, dei diritti umani e dello Stato di diritto, sia diventata uno dei soggetti più frequenti di ricorsi presentati al Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura (CAT).
Questi ricorsi non riguardano atti di tortura che hanno luogo all'interno della Svezia. Riguardano invece situazioni in cui le autorità svedesi hanno ordinato l'espulsione di richiedenti asilo che dichiarano di correre un rischio reale di tortura se rinviati nei loro Paesi di origine. In tali casi, la Svezia può essere ritenuta responsabile della violazione dell'Articolo 3 della Convenzione ONU contro la tortura (UNCAT), che proibisce il rinvio o l'espulsione di individui verso Stati in cui rischiano di essere sottoposti a tortura.
Tra luglio 2021 e novembre 2024, alla Svezia è stato attribuito un numero sproporzionatamente elevato di ricorsi individuali presentati al CAT. Questo rapporto esamina se questo alto volume di casi rifletta carenze nel modo in cui la Svezia adempie ai propri obblighi ai sensi della Convenzione, se le violazioni indichino problemi strutturali più profondi o se i numeri riflettano invece un sistema giuridico ben funzionante in cui i singoli possono accedere ai meccanismi legali internazionali per ottenere protezione.
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