Il rilascio di Elmasry: la decisione dell’Italia alla luce del mandato di arresto della CPI, errori giuridici e preoccupazioni in materia di diritti umani

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Il 18 gennaio 2025, la Camera preliminare I della Corte penale internazionale (CPI), a maggioranza, ha emesso un mandato di arresto nei confronti del Sig. Osama Elmasry Njeem, noto anche come Osama Almasri Njeem, nell’ambito della Situazione in Libia.

Elmasry Njeem è membro di RADA, un gruppo militare privato che, a causa della mancanza di sovranità statale dalla guerra civile del 2011, rappresenta di fatto le istituzioni pubbliche libiche.

Il sospettato ha lavorato dal 2016 come capo della polizia del carcere di Mitiga, identificato dalla Missione indipendente d’inchiesta istituita dal Consiglio per i diritti umani (HRC) delle Nazioni Unite come luogo di numerose violazioni dei diritti umani, tra cui torture e abusi sessuali. Una volta accertato dalla CPI che i crimini commessi nel carcere di Mitiga erano stati commessi direttamente dal Sig. Njeem o su suo ordine, è stato emesso un mandato di arresto per i crimini di guerra di oltraggi alla dignità personale, trattamento crudele, tortura, stupro e violenza sessuale e omicidio.

Il sospettato è stato individuato a Torino, in Italia, nelle prime ore di domenica 19 gennaio 2025 ed è stato arrestato con successo dalle autorità italiane. Tuttavia, il 22 gennaio Almasry è stato sorprendentemente rilasciato e rimpatriato. Questa decisione, presa senza alcun sostegno o consultazione con la CPI, è stata motivata sulla base di diversi errori procedurali. Le autorità italiane hanno dichiarato che il ministro della Giustizia Carlo Nordio avrebbe dovuto essere consultato prima di procedere all’arresto. Pertanto, il governo ha adottato un provvedimento di espulsione al fine di preservare la sicurezza nazionale.

La CPI, esclusa da qualsiasi consultazione, critica la decisione delle autorità italiane e dichiara: “La Corte sta chiedendo alle autorità una verifica dei provvedimenti che, secondo quanto riferito, sono stati adottati e non l’ha ancora ottenuta” e “ricorda il dovere di tutti gli Stati Parte di cooperare pienamente con la Corte nelle sue indagini e nei procedimenti per i crimini”.

Infatti, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e Alfredo Mantovano, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio responsabile delle questioni di intelligence, sono attualmente sotto indagine da parte della Procura di Roma per non aver dato seguito al mandato di arresto della CPI.

D’altra parte, i rapporti tra Italia e Libia sono sempre stati problematici per quanto riguarda le violazioni dei diritti umani. Dal 2017, i due Paesi hanno sottoscritto il “Memorandum Italia-Libia”, che rappresenta una delle principali strategie dell’UE per affrontare l’immigrazione, denominata “Esternalizzazione delle Frontiere”. Essa consiste nell’esternalizzazione della gestione della migrazione attraverso la cooperazione con Paesi terzi. Sebbene gli Stati abbiano il diritto di decidere se concedere ai cittadini di Paesi non appartenenti all’UE l’accesso al proprio territorio, devono farlo nel rispetto della legge e dei diritti fondamentali delle persone. L’accordo tra Italia e Libia si è basato sulle istituzioni pubbliche libiche, come RADA, per la gestione dei flussi migratori nel Mar Mediterraneo. Di conseguenza, i contributi finanziari dell’Italia potrebbero sostenere involontariamente gruppi militari privati come RADA, che, secondo quanto riportato, detengono migranti irregolari in strutture come Mitiga, dove sono state sollevate accuse di maltrattamenti, comprese torture e abusi sessuali. Si ritiene inoltre che tali gruppi finanzino le proprie attività attraverso pagamenti di riscatto.

ASSEDEL sostiene la dichiarazione della CPI e richiama l’Italia alla necessità di preservare e proteggere i diritti umani degli immigrati. Inoltre, ASSEDEL invita i Paesi dell’UE a proseguire la lotta contro le organizzazioni criminali dedite al traffico di esseri umani attraverso la cooperazione con istituzioni internazionali come la Corte penale internazionale (CPI), al fine di prevenire future violazioni dei diritti umani.

In conclusione, se siete interessati a comprendere come l’Italia sta affrontando la questione della migrazione irregolare, cliccate “ASSEDEL’s Submission for the UN Universal Periodic Review of Italy“.

FONTI:

https://www.icc-cpi.int/news/situation-libya-icc-arrest-warrant-against-osama-elmasry-njeem-alleged-crimes-against-humanity

https://www.ohchr.org/en/hr-bodies/hrc/libya/index

. https://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/BRIE/2022/738191/EPRS\_BRI(2022)738191\_EN.pdf

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