
Comprendere la partecipazione e l’espressione pubblica
Recentemente, ASSEDEL ha avuto l’opportunità di partecipare a una sessione di formazione condotta da Gerhard Ermischer, Presidente della Conferenza delle Organizzazioni Internazionali Non Governative del Consiglio d’Europa. Forte di oltre 25 anni di esperienza all’interno del Consiglio d’Europa, il Sig. Ermischer ha offerto preziosi spunti sul rapporto tra istituzioni e società civile, sul ruolo delle convenzioni e sull’importanza della partecipazione inclusiva nei processi democratici.
Ha sottolineato che l’espressione pubblica, soprattutto quando è intensa o caratterizzata da una forte componente emotiva, viene spesso interpretata erroneamente come irragionevole. Questo fraintendimento può scoraggiare un dialogo significativo. Per questo motivo, il Consiglio d’Europa ha elaborato le proprie convenzioni con l’obiettivo di rafforzare il ruolo dei cittadini, fornire loro gli strumenti necessari per comprendere le questioni che li riguardano e incoraggiarli a esprimere chiaramente le proprie preoccupazioni. I facilitatori svolgono un ruolo fondamentale nell’aiutare le persone a riconoscere ciò che è realmente importante per loro e a comunicarlo in modo efficace.
Dai quadri normativi all’azione nelle convenzioni del Consiglio d’Europa
Il Sig. Ermischer ha evidenziato come, nei workshop relativi alla Convenzione europea del paesaggio, le discussioni siano spesso incentrate su come trasformare il quadro della Convenzione in azioni concrete. Una volta che un Paese firma una convenzione, questa entra a far parte del suo quadro giuridico nazionale. Tuttavia, a differenza dell’Unione europea, che attribuisce grande importanza a tali impegni, il Consiglio d’Europa non dispone di strumenti sufficientemente forti per imporre l’applicazione dei propri testi. Ciononostante, l’efficacia dell’attuazione dipende dall’esistenza di meccanismi di monitoraggio. Alcune convenzioni dispongono di solidi sistemi di monitoraggio, mentre altre incontrano difficoltà nel processo di supervisione.
Come opera la Conferenza delle Organizzazioni Internazionali Non Governative
Ha inoltre fornito una panoramica della Conferenza delle Organizzazioni Internazionali Non Governative, che riunisce più di 300 organizzazioni internazionali dotate di status partecipativo. Ha illustrato i criteri necessari per ottenere tale status, le successive procedure di valutazione e gli sforzi in corso per semplificare e migliorare i processi amministrativi. Le ONG con status partecipativo contribuiscono ai gruppi tematici, alle missioni di accertamento dei fatti e alle visite nei Paesi, fornendo prospettive dirette dal territorio.
La sessione ha inoltre affrontato le più ampie sfide che la società civile si trova ad affrontare oggi. I social media hanno frammentato il dibattito pubblico, creando bolle linguistiche, culturali, sociali e fortemente polarizzate sul piano politico, rendendo più difficile la comunicazione. La Conferenza cerca di contrastare questo fenomeno promuovendo una partecipazione diversificata e garantendo che siano incluse le voci di organizzazioni di diverse dimensioni, missioni e provenienze.
Impegno sul territorio e sfide strutturali
Attraverso le proprie visite e gli scambi con le organizzazioni di base, la Conferenza delle Organizzazioni Internazionali Non Governative raccoglie informazioni essenziali sulle realtà locali. Il Sig. Ermischer ha condiviso esempi di ONG che forniscono servizi fondamentali e portano alla luce difficoltà strutturali, ma che, nonostante il loro contributo, si trovano al contempo ad affrontare fenomeni di disinformazione.
Ha ricordato ai partecipanti che il Consiglio d’Europa si basa sul soft power e sull’autorità morale. Non può obbligare gli Stati membri ad agire; tuttavia, le organizzazioni internazionali non governative dispongono di un accesso privilegiato alle informazioni e possono influenzare i processi di lavoro attraverso la loro partecipazione.
Responsabilità collettiva e ruolo della società civile
Infine, il Sig. Ermischer ha sottolineato che la società civile deve agire in modo più collettivo e superare i propri compartimenti separati. La coesione è essenziale, poiché gli attacchi ai diritti in un determinato ambito finiscono per avere ripercussioni su tutti. Ogni organizzazione tende a concentrarsi sulle proprie questioni, ma è necessaria una solidarietà più ampia. Se difendiamo esclusivamente i nostri interessi, perdiamo alleati e forza collettiva. Le minacce ai diritti in un ambito finiscono per avere conseguenze anche su tutti gli altri. La solidarietà collettiva è essenziale, poiché la difesa dei diritti richiede responsabilità condivisa e cooperazione.
ASSEDEL ringrazia calorosamente il Sig. Ermischer per questa sessione così stimolante e istruttiva, che ha rafforzato l’importanza di un impegno attivo, consapevole e collaborativo da parte della società civile nel suo insieme.
ASSEDEL