Rimpatri, riammissione e diritti umani: una conversazione con il deputato europeo Jan-Christoph Oetjen sul rapporto di Azmani

Notizia

Horizontal Cover Pages (YouTube & Website) (65)

ASSEDEL ha parlato con Jan-Christoph Oetjen, membro del Parlamento europeo del gruppo Renew Europe, in merito al rapporto recentemente approvato sui rimpatri e sulle riammissioni, alle negoziazioni politiche che lo hanno preceduto e alle preoccupazioni che solleva per migranti, richiedenti asilo e rifugiati in tutta l’Unione europea.

Oetjen ha iniziato illustrando il processo negoziale che ha portato alla versione finale del testo. La Commissione europea aveva presentato la propria proposta, con Malik Azmani, eurodeputato liberale dei Paesi Bassi, in qualità di relatore. Secondo Oetjen, l’obiettivo iniziale era costruire un’ampia maggioranza centrista che riunisse liberali, socialdemocratici e democratici cristiani.

Tuttavia, questo consenso è venuto meno. Ha spiegato che le differenze tra socialdemocratici e democratici cristiani erano troppo ampie, soprattutto per quanto riguarda alcuni aspetti fondamentali della politica di rimpatrio e riammissione. Poco prima della conclusione dei negoziati, i democratici cristiani hanno presentato emendamenti di compromesso alternativi che, secondo Oetjen, erano stati preparati insieme a gruppi dell’estrema destra. Questi compromessi sono stati successivamente approvati in commissione con il sostegno dei democratici cristiani e dei partiti di estrema destra.

Preoccupazioni per la detenzione e i diritti fondamentali

Una delle principali preoccupazioni emerse durante l’intervista riguarda il rischio che il rapporto possa aprire la strada a pratiche di applicazione delle norme più aggressive in Europa, simili al modello associato all’ICE negli Stati Uniti. Oetjen ha avvertito che la posizione del Parlamento lascia agli Stati membri un ampio margine di discrezionalità nell’attuazione delle norme in materia di rimpatrio e riammissione. In particolare, ha sottolineato la possibile estensione della detenzione e l’utilizzo di nuove tecniche per identificare ed espellere le persone che non hanno più il diritto di soggiornare nell’UE.

Pur non sostenendo che l’Europa replicherà necessariamente il modello americano, Oetjen ha espresso preoccupazione per il fatto che alcune pratiche nazionali possano compromettere i diritti umani fondamentali. Per Renew Europe, ha sottolineato, questi rischi sono stati sufficientemente gravi da giustificare l’opposizione al testo nella sua forma attuale.

Un voto diviso e due ragioni per l’opposizione

Il rapporto è stato approvato con 41 voti favorevoli e 32 contrari, a dimostrazione della profonda divisione all’interno del Parlamento. Oetjen ha spiegato che il suo voto contrario si è basato principalmente su due ragioni: il processo e il contenuto.

In primo luogo, ha criticato il processo negoziale. A suo avviso, una normativa di tale importanza avrebbe dovuto essere costruita sulla base di un’ampia maggioranza politica centrista. I socialdemocratici, ha affermato, non avevano respinto il dossier, ma avevano chiesto più tempo per negoziare. La parte destra del Parlamento ha rifiutato di concedere tale tempo, impedendo così il raggiungimento di un compromesso più equilibrato.

In secondo luogo, Oetjen ha sollevato obiezioni sostanziali. Ha riconosciuto che l’UE ha bisogno di procedure di rimpatrio efficaci per le persone che non hanno il diritto di rimanere nell’Unione. Tuttavia, si è fortemente opposto alle disposizioni che consentono la cooperazione con Paesi terzi in modi che potrebbero portare al trasferimento forzato delle persone, anche prima che le loro richieste di asilo siano state adeguatamente esaminate. A suo avviso, ciò compromette un principio fondamentale dell’ordinamento giuridico europeo: il diritto di chiedere asilo e di vedere esaminato il proprio caso.

Rischi per migranti, rifugiati e richiedenti asilo

Guardando al futuro, Oetjen ha avvertito che l’impatto del rapporto dipenderà in larga misura da come gli Stati membri sceglieranno di attuarlo. Secondo lui, questa è proprio una delle debolezze del testo: invece di creare un approccio europeo coerente, rischia di aumentare la frammentazione all’interno dell’UE.

Ha fatto riferimento ad accordi di cooperazione già in corso o in fase di definizione con Paesi terzi, tra cui i negoziati tra Austria e Uzbekistan e il modello già esistente tra Italia e Albania. A suo avviso, tali accordi sollevano seri interrogativi sul trattamento dei richiedenti asilo e sulla tutela dei diritti procedurali.

Oetjen ha espresso particolare preoccupazione per il fatto che un numero crescente di persone possa essere sottoposto a detenzione o deportazione senza aver ricevuto una valutazione adeguata della propria domanda di asilo. Ha sottolineato che il diritto a vedere esaminato il proprio caso non equivale a un diritto automatico all’asilo, ma rimane una garanzia essenziale in qualsiasi sistema giuridico democratico.

La necessità di un monitoraggio rigoroso da parte della Commissione

Alla domanda su cosa si dovrebbe fare per garantire il rispetto dei diritti umani, Oetjen ha fatto riferimento al più ampio Patto dell’UE sulla migrazione e l’asilo, che gli Stati membri sono ora chiamati ad attuare. Ha osservato che il Patto contiene importanti garanzie in materia di diritti umani, ma ha sostenuto che il rapporto sui rimpatri e sulle riammissioni rappresenta un passo indietro in questo ambito.

Poiché il rapporto è già stato sottoposto a votazione, Oetjen ha affermato di non aspettarsi che la Commissione europea riapra il dossier o proponga modifiche sostanziali al regolamento. Ha invece sottolineato che la Commissione deve monitorare attentamente il modo in cui gli Stati membri applicano concretamente le norme.

Per Oetjen, la priorità ora è garantire che l’attuazione a livello nazionale non comprometta i diritti fondamentali. Secondo lui, la Commissione ha la responsabilità di assicurare che i diritti umani fondamentali rimangano protetti durante tutte le procedure di rimpatrio e riammissione.

ASSEDEL, con sede a Strasburgo e impegnata nella promozione dei diritti umani e dei valori europei, continua a seguire e a mettere in evidenza i dibattiti politici e sociali che stanno plasmando il futuro della migrazione, dell’asilo e dei diritti fondamentali in Europa.

Guarda l’intervista completa sul nostro canale YouTube!

Torna alle attualità