Documento politico: L'integrazione dei migranti in Francia attraverso l'apprendimento della lingua

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L’intégration des migrants en France à travers l’apprentissage de la langue

Le questioni migratorie sono al centro del dibattito in Francia e sono state particolarmente in primo piano durante le elezioni presidenziali del 2022. Un sondaggio dell'IFOP 1 mostra che solo il 21 % degli intervistati ritiene che «la maggior parte dei rifugiati che arrivano in Francia riuscirà a integrarsi nella società», mentre il 46 % risponde il contrario. Tuttavia, una grande maggioranza considera l'apprendimento della lingua essenziale per una vera integrazione.

I migranti, i rifugiati e i richiedenti asilo in Francia sono tutelati da testi nazionali, europei e internazionali. Sono inoltre definiti da organismi internazionali, come ad esempio le Nazioni Unite, che definiscono migrante qualsiasi persona che abbia risieduto in un paese straniero per più di un anno, indipendentemente dalle ragioni o dai mezzi della migrazione. La Convenzione di Ginevra del 1951, da parte sua, precisa la definizione del termine «rifugiato»2 e i diritti associati. A livello nazionale, in Francia, l'OFPRA è responsabile del riconoscimento dello status di rifugiato e del rilascio dei permessi di soggiorno.

La padronanza della lingua del paese di accoglienza è fondamentale per l'integrazione sociale e professionale dei migranti. In Francia, la lingua francese è un presupposto per la comunicazione di base, l'accesso ai servizi sanitari, il lavoro, l'alloggio e la cittadinanza. Ad esempio, il livello A1.1 di francese è richiesto per la residenza e il livello B1 per ottenere la cittadinanza. La lingua svolge inoltre un ruolo chiave nella costruzione identitaria, unendo coloro che la parlano ed escludendo coloro che non la parlano.

In Francia esistono diversi dispositivi per insegnare il francese ai migranti. Ci sono ad esempio corsi per richiedenti asilo e rifugiati, erogati nei centri di accoglienza (CADA) e da varie associazioni. Vi è anche il Contratto di integrazione repubblicana (CIR), firmato da tutti gli stranieri appena arrivati, che li impegna a seguire una formazione linguistica di un anno. Si possono citare anche le applicazioni online come «Vivre en France» e «Happy FLE», che offrono corsi gratuiti, ma sono criticate per la mancanza di interazione umana, necessaria per un apprendimento efficace.

I dispositivi online sono criticati per la mancanza di un accompagnamento personalizzato. Le testimonianze dei migranti indicano infatti che l'autoapprendimento è spesso insufficiente. Inoltre, i corsi oltre il livello B1 sono rari e costosi, il che pone ostacoli all'integrazione professionale dei migranti qualificati.

La Carta sociale europea impone agli Stati membri dell'Unione europea obblighi in materia di istruzione e integrazione dei migranti. L'articolo 19 richiede di facilitare l'apprendimento della lingua nazionale per i lavoratori migranti e le loro famiglie. Tuttavia, i dispositivi predisposti dalla Francia sono ritenuti insufficienti, violando così questo articolo.

Di fronte all'insufficienza e all'inadeguatezza dei dispositivi online proposti dallo Stato, la società civile si è mobilitata per offrire formazioni più adatte alle esigenze delle persone migranti. In Francia si contano quindi circa 1500 associazioni che si dedicano a tali iniziative. Tra queste, si può ricordare il programma «Duos de demain», condotto da France Terre d'Asile e dalla CFDT. Si distingue per il suo approccio di tutoraggio linguistico, in cui volontari francesi insegnano il francese ai migranti. Ciò consente di facilitare l'apprendimento concreto della lingua, la creazione di legami sociali e la riduzione dei pregiudizi.
Numerose associazioni propongono inoltre corsi di francese in presenza, come Alsace Syrie, la Fondation Armée du Salut, CASAS e ABAJAD. Tuttavia, queste iniziative non sono sufficienti: i corsi mancano spesso di regolarità e gli insegnanti volontari non sono sempre formati. Inoltre, le differenze di livello all'interno dei gruppi di apprendenti e la mancanza di monitoraggio pedagogico aggravano questi problemi, costringendo spesso i migranti a ricorrere a software di traduzione per comunicare.

Per rispondere a queste preoccupazioni, sulla base della propria analisi ASSEDEL propone diverse raccomandazioni. Innanzitutto, offrire una formazione linguistica accessibile, regolare e gratuita a tutti i migranti, assicurando al contempo una formazione agli insegnanti per garantire la qualità dell'insegnamento. Creare corsi di livelli diversi permetterà ai migranti di seguire la formazione fino al livello C2. Infine, dare la possibilità di sostenere esami di certificazione.

In sintesi, l'apprendimento della lingua francese è essenziale per l'integrazione dei migranti in Francia. Esistono numerosi dispositivi per l'apprendimento della lingua, ma sono insufficienti e necessitano di miglioramenti per rispettare gli obblighi internazionali e consentire l'integrazione dei migranti.

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