Sessione di formazione sulla diplomazia dei diritti umani con il Dott. Armen Harutyunyan, già Giudice della Corte europea dei diritti dell'uomo

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Il 28 maggio, ASSEDEL ha avuto il piacere di ospitare presso la propria sede il Dott. Armen Harutyunyan, già giudice per l'Armenia presso la Corte europea dei diritti dell'uomo ed ex rappresentante dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, per una sessione speciale di formazione dedicata alla sua ricca esperienza professionale nella diplomazia dei diritti umani attraverso il sistema delle Nazioni Unite e del Consiglio d'Europa.

Il sistema della diplomazia dei diritti umani si fonda su due pilastri principali: il rispetto e la promozione. Tuttavia, se si inseriscono le relazioni internazionali nel dibattito, la geopolitica gioca un ruolo cruciale nel definire la strategia più idonea per diffondere la consapevolezza dei diritti umani. Di conseguenza, il sistema della diplomazia dei diritti umani, in virtù del suo legame con gli equilibri geopolitici, si configura come uno strumento vivo piuttosto che statico.

Il sistema della diplomazia dei diritti umani delle Nazioni Unite

In merito alle Nazioni Unite, è fondamentale non dimenticare che l'ONU è stata istituita sulla base di tre compiti principali. Le istituzioni devono operare in conformità con tali funzioni, indipendentemente dal fatto che si trovino di fronte a un sistema regionale o globale. In caso contrario, perdono i propri valori di riferimento:

– pace e sicurezza

– sviluppo

– diritti umani

Ciascun dipartimento delle Nazioni Unite dà attuazione a uno o più di questi compiti. L'ONU persegue tali obiettivi attraverso diversi strumenti, tra cui gli organi dei trattati —che creano comitati specializzati nella redazione dei trattati, con sede prevalentemente a Ginevra—; le procedure speciali —che comprendono i relatori speciali incaricati di effettuare visite nei vari Paesi e di approfondire questioni specifiche quali la tortura o gli abusi sui minori—; e la Revisione Periodica Universale.

Vi sono poi le corti internazionali, il cui ruolo è quello di interpretare gli organi dei trattati (convenzioni) e le costituzioni in conformità con le tradizioni e gli standard giuridici odierni, avallando il concetto di «strumento vivo». Pertanto, le corti internazionali rappresentano il sistema di controllo e bilanciamento (checks and balances) all'interno del quadro dei diritti umani.

Promozione

La promozione della consapevolezza e del coinvolgimento è determinante quando si tratta di misurare l'efficacia della diplomazia dei diritti umani. Il processo di promozione si basa su tre punti cardine: in primo luogo, è fondamentale essere informati sul Paese interessato —la sua storia, la sua cultura e le sue convinzioni religiose sono elementi essenziali per comprenderne la percezione dei diritti umani—. In secondo luogo, è del pari importante conoscere le tendenze geopolitiche e le inclinazioni politiche nazionali. Infine, è essenziale possedere competenze negoziali per gestire nel miglior modo possibile il limitato bilancio dell'ONU destinato alla tutela e alla promozione dei diritti umani (advocacy). Inoltre, con riferimento al periodo trascorso in Kirghizistan in qualità di rappresentante dell'Ufficio regionale dell'ONU per l'Asia centrale, il Dott. Harutyunyan ha sottolineato che, nell'ambito della diplomazia, quando ci si confronta con concezioni diverse dei diritti umani non è possibile convincere tutti; occorre pertanto accettare di procedere un passo alla volta. Di conseguenza, nella diplomazia dei diritti umani, una transizione dinamica, seppur lenta, è considerata di gran lunga preferibile a una situazione di stallo.

In conclusione, ASSEDEL desidera congedarsi citando le parole del Dott. Armen Harutyunyan, le quali riflettono appieno la nostra visione sull'attuale regresso democratico: «Oggi vi sono alcuni Paesi che ostacolano la promozione dei diritti umani in nome dello sviluppo e della sicurezza nazionale. Ciò è contraddittorio, poiché non può esservi alcuno sviluppo senza il rispetto dei diritti umani».

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