
La gestione dei richiedenti asilo da parte della Grecia è diventata una crescente preoccupazione in materia di diritti umani, con respingimenti sistematici e trattamenti disumani dei rifugiati che sollevano gravi questioni giuridiche ed etiche. Nonostante sia vincolata dal diritto internazionale e dal diritto dell’UE, le autorità greche continuano a espellere con la forza i richiedenti asilo senza esaminare adeguatamente le loro richieste.
I rapporti dell’UNHCR, di Amnesty International e del Consiglio d’Europa evidenziano un preoccupante modello di espulsioni illegali, uso eccessivo della forza e negazione dei diritti di asilo, in diretta violazione del principio di non-refoulement, che protegge le persone dall’essere rimandate in luoghi in cui potrebbero essere esposte a persecuzioni, torture o maltrattamenti.
Allo stesso tempo, le condizioni nei campi profughi greci rimangono estremamente difficili. Migliaia di persone vivono in strutture sovraffollate con un accesso limitato al cibo, all’acqua potabile, alle cure mediche o all’assistenza legale. Invece di trovare sicurezza, molti richiedenti asilo rimangono intrappolati in un ciclo di abbandono, abusi e incertezza giuridica.
Nonostante i finanziamenti dell’UE e la pressione internazionale, le autorità greche non sono riuscite a migliorare queste condizioni, lasciando i rifugiati a vivere in ambienti insalubri, insicuri e degradanti.
Nel frattempo, Frontex, l’agenzia di frontiera dell’UE, è stata criticata per il suo ruolo nel facilitare questi respingimenti illegali, sollevando interrogativi sulla responsabilità della stessa UE. Se queste violazioni continueranno senza controllo, non solo danneggeranno i rifugiati, ma creeranno anche un pericoloso precedente per le politiche di asilo in tutta Europa.
L’UE deve agire ora per chiamare la Grecia a rispondere delle proprie responsabilità, far rispettare i propri impegni in materia di diritti umani e garantire che i richiedenti asilo ricevano la protezione alla quale hanno diritto secondo la legge.
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ASSEDEL