
Paul Watson sits on a killed whale calf
Il 21 luglio 2024, Paul Watson, un simbolo fondamentale nella lotta contro la caccia commerciale alle balene e fondatore di Sea Shepherd, un'ONG dedicata alla conservazione degli oceani, è stato arrestato dalle autorità danesi durante uno scalo a Nuuk, la capitale della Groenlandia. Il Capitano Watson intendeva lanciare l'Operazione Kangei Maru, con l'obiettivo di intercettare la nuova baleniera giapponese con lo stesso nome.
Da allora, l'attivista ambientale è recluso nel carcere della capitale groenlandese, un territorio sotto l'autorità danese. Il suo arresto è stato disposto in base a un avviso rosso (red notice) dell'Interpol emesso nel 2012 a seguito di un mandato di arresto internazionale da parte del Giappone, che lo accusava di essere corresponsabile di danni e lesioni a bordo di una baleniera giapponese due anni prima, nell'ambito di una campagna di Sea Shepherd. Questo avviso rosso è stato riattivato dopo essere stato sospeso dalle liste ufficiali dell'Interpol a seguito dell'adozione della moratoria internazionale sulla caccia alle balene del 1986, che ha dichiarato tale pratica illegale.
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Secondo Lamya Essemlali, Presidente di Sea Shepherd Francia, questa riattivazione dell'avviso rosso rappresenta una manovra politica del governo giapponese, che pianifica di riprendere la caccia alle balene nell'Oceano Atlantico meridionale e nel Pacifico settentrionale nel 2025 con la sua nuova baleniera, la Kangei Maru. Questi sospetti di manovre politiche riflettono le tese relazioni tra il governo giapponese e il Capitano Watson, che si oppone instancabilmente alla caccia alle balene, prendendo di mira in particolare il Giappone —uno dei tre paesi, insieme a Norvegia e Islanda, che consentono ancora questa pratica nonostante il divieto globale. Infatti, a causa delle azioni di Watson, che hanno salvato oltre cinquemila balene dagli arpioni, il governo giapponese lo ha sempre considerato un nemico politico, accusandolo di "eco-terrorismo".
COSA RISERVA IL FUTURO A PAUL WATSON?
Incarcerato da quasi un mese e mezzo, Paul Watson, 73 anni, rischia l'estradizione in Giappone, come richiesto dal governo giapponese, e una possibile condanna a 15 anni di prigione.
L'15 agosto si è tenuta un'udienza preliminare per decidere sulla detenzione del Capitano. È stato stabilito che l'attivista ambientale rimarrà in custodia cautelare fino al 5 settembre, momento in cui il Ministero della Giustizia danese deciderà sulla richiesta di estradizione.
Paul Watson risque la prison à vie pour avoir sauvé des baleines
AZIONI INTRAPRESE DALLA SOCIETÀ FRANCESE
In Francia, la società civile si sta mobilitando ampiamente a sostegno del Capitano Watson, cittadino canadese residente nel paese dal 2015. Sotto la presidenza di François Hollande, le autorità francesi avevano precedentemente concordato di non dare esecuzione al mandato di arresto giapponese contro l'attivista ambientale.
A seguito del suo arresto, è stata lanciata una petizione intitolata #FreePaulWatson dal giornalista Hugo Clément, che ha raccolto oltre 700.000 firme, tra cui quelle di molte personalità francesi.
Il Presidente Emmanuel Macron ha risposto favorevolmente alla richiesta dei firmatari di contattare la Prima Ministra danese Mette Frederiksen e di intervenire a favore di Paul Watson. Di recente, il Presidente francese ha confermato che gli scambi diplomatici tra le autorità francesi e danesi sono in corso.
Dall'incarcerazione del fondatore di Sea Shepherd, si sono tenute diverse manifestazioni in tutta la Francia e davanti al Parlamento danese per protestare contro la sua possibile estradizione in Giappone e chiederne la liberazione immediata.
Al Parlamento europeo, Emma Fourreau, eurodeputata francese del gruppo The Left, ha inoltre rivolto un'interrogazione scritta alla Commissione europea, sollecitandola ad agire presso le autorità danesi a favore della liberazione di Watson.
Inoltre, il 24 luglio, su iniziativa di Emma Fourreau, sessantotto parlamentari francesi, tra cui ventisei eurodeputati, hanno inviato una lettera alla Prima Ministra danese chiedendo la liberazione del Capitano Watson e sottolineando le violazioni dei diritti umani del sistema carcerario giapponese, come segnalato da numerose ONG.

LA POSIZIONE DI ASSEDEL
ASSEDEL chiede l'immediata liberazione di Paul Watson e si oppone fermamente alla richiesta di estradizione in Giappone, ritenendo che il mandato di arresto giapponese, alla base della sua detenzione, violi i trattati internazionali sui diritti umani. L'associazione denuncia inoltre un arresto pianificato.
Secondo la Presidente di Sea Shepherd Francia, la Danimarca e il Giappone hanno interessi comuni da difendere contro l'attivista canadese e la sua organizzazione, che si oppongono fermamente alla caccia alle balene e ai delfini nelle Isole Fær Øer. Pertanto, l'emissione di un mandato di arresto da parte del Giappone nel giugno 2024, rivolto esclusivamente alla Danimarca, solleva fondati sospetti di un arresto con motivazioni politiche.
ASSEDEL condanna inoltre con forza le potenziali violazioni da parte della Danimarca della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo in caso di estradizione. L'associazione sottolinea che la Convenzione proibisce le estradizioni che esporrebbero l'individuo a tortura, trattamenti inumani e degradanti, come sancito dall'Articolo 3 della Convenzione stessa. Questo divieto potrebbe applicarsi nel caso di un'estradizione in Giappone, dove la pena di morte è ancora in vigore e le condizioni di detenzione sono estremamente dure.
Inoltre, il diritto a un equo processo potrebbe essere compromesso dal sistema giudiziario giapponese.
L'associazione si dichiara pronta a rappresentare Paul Watson dinanzi alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo e al Comitato contro la Tortura delle Nazioni Unite al fine di impedire la sua estradizione in Giappone.
https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/P-10-2024-001465_FR.html
https://www.vakita.fr/fr/vakita-se-mobilise-pour-paul-watson
ASSEDEL