Sessione di formazione con il membro dell’Assemblea Nazionale francese Emmanuel Fernandes

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Nell’ambito di una sessione di formazione organizzata da ASSEDEL, Emmanuel Fernandes, deputato di La France Insoumise (LFI), ha partecipato a una discussione aperta sul suo percorso politico, sulle sue responsabilità parlamentari e sulle principali questioni nazionali e internazionali. La sessione ha offerto spunti preziosi sulla sua posizione in materia di politiche di difesa, giustizia sociale, questioni ambientali e crescente influenza dell’estrema destra. Nel corso della discussione, ha risposto a una serie di domande dirette poste dal pubblico, illustrando le sue opinioni sul riarmo dell’Europa, sulla spesa militare, sull’energia nucleare e sulle future sfide che l’Unione Europea dovrà affrontare.

Un cittadino che è diventato deputato

Emmanuel Fernandes è stato eletto per la prima volta nel giugno 2022 per rappresentare la circoscrizione di Esplanade a Strasburgo ed è stato rieletto nel 2024 dopo lo scioglimento dell’Assemblea Nazionale da parte del presidente Emmanuel Macron. Il suo percorso politico è stato tutt’altro che tradizionale, poiché si è descritto come “un cittadino che è diventato deputato”. A differenza di molti politici di professione, non aveva mai immaginato di ricoprire una carica pubblica, ma è entrato nel servizio pubblico dopo anni di attivismo.

Prima di entrare in politica, Fernandes ha trascorso quasi 20 anni nel settore industriale, lavorando per un’azienda produttrice di cemento specializzata nella produzione di riduttori per impianti industriali. Il suo impegno politico è iniziato nel 2012 con Le Parti de Gauche, fondato da Jean-Luc Mélenchon. Dopo aver viaggiato e ampliato i propri orizzonti, è tornato in Francia e si è impegnato profondamente in La France Insoumise, venendo infine selezionato come candidato attraverso il processo democratico di base del movimento. A Strasburgo, all’interno della struttura del partito, operano dodici gruppi d’azione, cinque dei quali coprono la sua circoscrizione. È stato attraverso questi gruppi locali che è stato scelto per rappresentare il movimento alle elezioni del 2022.

Dopo la sua elezione nel giugno 2022, ha dovuto adattarsi rapidamente al funzionamento del Parlamento, imparando tutto sui processi legislativi e rimanendo al contempo fedele alle sue radici nell’attivismo.

Il ruolo di un deputato: tra rappresentanza e responsabilità nazionale

In qualità di deputato, Fernandes sottolinea di svolgere sia un ruolo nazionale sia locale. Sebbene sia stato eletto da una circoscrizione specifica, insiste sul fatto di non essere soltanto un rappresentante locale, ma un “deputato della nazione”. Il suo compito è difendere gli interessi dei suoi elettori partecipando al contempo al più ampio processo legislativo.

È membro della Commissione per la Difesa Nazionale e le Forze Armate, una delle otto commissioni permanenti dell’Assemblea Nazionale. Queste commissioni riflettono la composizione politica della Camera e garantiscono una rappresentanza proporzionale. Il suo lavoro comprende il voto sulle leggi relative alle questioni militari, il controllo delle politiche di difesa e l’interrogazione delle autorità militari. Sebbene abbia il diritto di partecipare alle riunioni delle altre commissioni, il suo diritto di voto è limitato alla propria commissione. Ogni mercoledì mattina si tengono le riunioni delle commissioni, mentre le sessioni plenarie, durante le quali le leggi vengono discusse e votate, spesso si sovrappongono al lavoro delle commissioni a Bruxelles.

Un grande scandalo ambientale in Alsazia: il caso Stocamine

Durante la discussione, Fernandes ha menzionato la sua prossima intervista a BFMTV Alsace, durante la quale avrebbe parlato di Stocamine, un ex sito minerario trasformato in un impianto di stoccaggio di rifiuti tossici situato a 500 metri di profondità in Alsazia.

“Da 30 anni, 40.000 tonnellate di rifiuti pericolosi sono immagazzinate direttamente sopra la falda acquifera del Reno, che fornisce acqua potabile a 8 milioni di persone in Francia e Germania”, ha spiegato. Si sta impegnando attivamente per la rimozione di questi materiali tossici al fine di prevenire un possibile disastro ambientale.

L’elefante nella stanza: i partiti di destra e il riarmo dell’Europa

Secondo Fernandes, una delle questioni più urgenti della politica francese contemporanea è “l’elefante nella stanza, i partiti di destra”. Ritiene che la crescita dei movimenti di estrema destra rappresenti una minaccia fondamentale per la democrazia, l’uguaglianza e la giustizia sociale. Le prossime elezioni, ha avvertito, saranno decisive per determinare se la Francia si muoverà verso una maggiore inclusione o verso una maggiore polarizzazione.

Ciò ha portato alla prima domanda del pubblico:

Q: Cosa pensa del riarmo dell’Europa?

Fernandes e La France Insoumise si sono storicamente opposti all’allineamento della Francia con la NATO, sostenendo invece una politica estera indipendente. Ha fatto riferimento alla decisione del generale De Gaulle di ritirare la Francia dalla struttura di comando integrato della NATO, una decisione successivamente revocata da Nicolas Sarkozy e che Fernandes considera un errore strategico. Ritiene che il riarmo dell’Europa sia principalmente una risposta alla pressione degli Stati Uniti, in particolare sotto Donald Trump, che aveva chiesto ai membri della NATO di aumentare la spesa militare fino al 5% del PIL.

Secondo Fernandes, questa spinta verso la militarizzazione favorisce in modo sproporzionato i produttori americani di armamenti, poiché il 60% degli acquisti europei nel settore della difesa proviene dagli Stati Uniti, mentre la Francia – il secondo maggiore produttore di armi in Europa – rappresenta solo il 6,5% delle vendite. Invece di partecipare a una corsa agli armamenti, sostiene che l’Europa dovrebbe dare priorità alla diplomazia. Pur condannando inequivocabilmente l’aggressione della Russia, ritiene inoltre che in passato siano state perse opportunità diplomatiche e che la spesa militare non debba avere la precedenza sulle questioni sociali e ambientali.

Spesa militare contro giustizia sociale: chi decide dove vengono destinati i fondi pubblici?

Un altro punto centrale della discussione è stato lo squilibrio tra la spesa militare e gli investimenti sociali, che ha portato alla seguente domanda:

Q: Perché è consentito indebitarsi per le spese militari ma non per la giustizia sociale?

Fernandes ha criticato la regola del deficit del 3%, che limita la spesa pubblica a una determinata percentuale del PIL. Ha sostenuto che questo limite sia stato imposto arbitrariamente da un piccolo gruppo di politici di destra e che non rifletta una necessità economica. Mentre i Paesi europei sono costretti a rispettare rigidi vincoli fiscali, sia la Cina sia gli Stati Uniti hanno abbandonato tali misure di austerità a favore di politiche economiche guidate dallo Stato.

Invece di concentrarsi sull’espansione militare, Fernandes sostiene che l’Europa dovrebbe destinare le proprie risorse ai programmi sociali, alla giustizia economica e alla transizione ecologica.

La Francia e la politica nucleare: energia e armi

La discussione si è poi concentrata sulla politica nucleare, portando alla seguente domanda:

Q: Qual è la posizione del suo partito sulle armi nucleari e sull’energia nucleare?

Fernandes e La France Insoumise sostengono il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW) e promuovono il disarmo nucleare globale. Tuttavia, Fernandes insiste sul fatto che il disarmo debba essere realizzato in modo metodico e multilaterale, e non unilateralmente, per evitare di indebolire la posizione strategica della Francia.

Per quanto riguarda l’energia nucleare, LFI si oppone fermamente ai piani di espansione di Macron, sostenendo che l’energia nucleare non rappresenti una soluzione sostenibile a causa della mancanza di una gestione efficace dei rifiuti.

Il futuro dell’Europa: quali sfide ci attendono?

Un’ultima domanda del pubblico ha affrontato questioni geopolitiche più ampie:

Q: Quali sono le maggiori sfide che l’Unione Europea dovrà affrontare nei prossimi anni?

Fernandes ha indicato diverse minacce importanti, a partire dalla guerra e dalle questioni di sicurezza. Sebbene non ritenga che la Russia abbia intenzione di invadere l’Europa, osserva una tendenza preoccupante: i leader politici di tutta Europa si stanno preparando alla guerra invece di dare priorità alle soluzioni diplomatiche. Anche le tensioni commerciali con gli Stati Uniti e la Cina rappresentano rischi significativi, soprattutto perché gli Stati Uniti impongono dazi più elevati sui prodotti europei, creando quella che lui definisce “una guerra economica”.

Tuttavia, secondo lui, la sfida più grande è rappresentata dalla crescente influenza dell’estrema destra nella politica europea. Il Parlamento Europeo, un tempo considerato un importante baluardo dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali, è sempre più influenzato da partiti estremisti i cui valori sono in contrasto con quelli dell’uguaglianza e della democrazia. Considera questa tendenza un grave pericolo per il futuro dell’Europa, che richiede una forte resistenza politica.

In risposta a questa minaccia, parteciperà questo sabato alle ore 15:00 a una protesta contro l’estremismo di estrema destra in Place Kléber, sottolineando l’importanza di mobilitare i cittadini in difesa dei valori democratici.

Guardando al futuro: priorità legislative e attivismo

Mentre Fernandes continua il suo lavoro in Parlamento, rimane concentrato sulla giustizia sociale, sulla tutela dell’ambiente e sulla riforma economica. La prossima settimana, ha intenzione di interrogare il governo sulle condizioni carcerarie in Francia, una questione di grande preoccupazione per il Consiglio d’Europa a causa del grave sovraffollamento e delle violazioni dei diritti umani.

Questa sessione di formazione organizzata da ASSEDEL ha offerto un’opportunità unica per ascoltare direttamente un deputato che continua a essere profondamente impegnato sia nel lavoro legislativo sia nell’attivismo di base. Le sue riflessioni offrono una prospettiva significativa sull’attuale panorama politico in Francia e in Europa, nonché sulle sfide che attendono i movimenti progressisti.

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