Sessione di formazione con Emanuele Fernandes (membro del Parlamento europeo)

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ASSEDEL ha avuto l’opportunità di partecipare a un proficuo scambio di opinioni con Emanuele Fernandes, ingegnere di formazione, eletto nel 2022 per rappresentare La France insoumise nell’Assemblea nazionale francese e rieletto nel 2024. Attualmente fa parte dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, dove ricopre il ruolo di vicepresidente del Gruppo della Sinistra Unitaria Europea. Partecipa inoltre ai lavori della Commissione per il Regolamento, le Immunità e gli Affari istituzionali ed è membro titolare della Commissione per la Migrazione, la Protezione internazionale e la Cooperazione economica.

Nel corso dello scambio, ha condiviso la propria prospettiva su alcune delle principali sfide politiche e istituzionali che l’Europa si trova oggi ad affrontare.

  • Il Trattato di Lisbona e il referendum tenutosi in Francia nel 2005 sulla Costituzione europea.
  • Una percepita mancanza di coerenza tra il funzionamento istituzionale dell’Europa e il suo progetto politico originario.
  • Le preoccupazioni riguardo alla limitata influenza del Parlamento europeo nei confronti della Commissione, evidenziate in particolare da recenti procedure come l’accordo con il Mercosur.
  • Il ricorrente fenomeno globale dell’indebolimento delle strutture statali e la generale diffidenza nei confronti della regolamentazione economica, parallelamente all’ascesa di modelli di leadership e di governance forte.

Ha inoltre sottolineato come i discorsi sulla migrazione influenzino il dibattito pubblico, facendo riferimento alla recente riappropriazione, a Saint-Denis, dello slogan xenofobo «on est chez nous» («questa è casa nostra»). In questo modo, le comunità migranti si riappropriano e reinterpretano un discorso originariamente escludente, riaffermando il proprio posto nella società nonostante i persistenti pregiudizi.

Ha inoltre evidenziato che l’ascesa dei movimenti di estrema destra deve essere affrontata attraverso un forte impegno democratico, piuttosto che mediante concessioni politiche.

Infine, ha sottolineato che il cambiamento climatico è una delle sfide più urgenti del nostro tempo, che richiede un’azione immediata e coordinata a tutti i livelli di governo.

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