
Nel contesto del rinnovato dibattito sulla pace tra lo Stato turco e la popolazione curda, ASSEDEL ha parlato con Evin Incir, deputata al Parlamento europeo, delle prospettive e dei limiti dell’attuale processo di pace e del ruolo dell’Unione europea. Durante l’intervista, l’eurodeputata Incir ha riflettuto sui fallimenti del passato, sulle attuali dinamiche politiche in Turchia e sulle condizioni necessarie per una pace credibile e duratura.
Lezioni dai precedenti processi di pace
L’eurodeputata Incir ha ricordato il processo di pace del 2013, che comprendeva un dialogo con Abdullah Öcalan, ma che alla fine è fallito a causa della mancanza di un impegno politico costante. Confrontando quel processo con gli sviluppi attuali, ha espresso preoccupazione per il rischio che gli attuali sforzi possano avere un esito simile, sottolineando la riluttanza del governo turco ad adottare misure concrete e reciproche.
Pur riconoscendo segnali come le dichiarazioni di cessate il fuoco e le discussioni parlamentari, ha sottolineato che i processi di pace richiedono una reale assunzione di responsabilità da parte di tutte le parti, qualcosa che, a suo avviso, continua a mancare da parte del governo.
Inclusività, democrazia e riforma costituzionale
Secondo l’eurodeputata Incir, la questione centrale rimane l’incapacità della Turchia di abbracciare pienamente i principi di inclusività e democrazia. Ha evidenziato la marginalizzazione di lunga data dei curdi e di altre minoranze, tra cui armeni, siriaci e comunità cristiane, i cui diritti linguistici, culturali e politici continuano a non essere pienamente riconosciuti.
Ha inoltre criticato alcune decisioni prese in passato dai partiti di opposizione, tra cui il sostegno alla revoca dell’immunità parlamentare dei deputati vicini alle istanze curde, sostenendo che tali azioni abbiano indebolito le garanzie democratiche e, in ultima analisi, favorito una repressione più ampia lungo tutto lo spettro politico.
Condizioni per un processo di pace credibile
Affinché il processo di pace diventi credibile e duraturo, l’eurodeputata Incir ha sottolineato la necessità di una riforma costituzionale che riconosca la diversità etnica e culturale della Turchia e garantisca la protezione delle minoranze.
Ha avvertito che la prosecuzione delle operazioni militari contro le popolazioni curde dentro e fuori dalla Turchia mina la fiducia e contraddice la logica dei negoziati. In assenza di azioni concrete in questi ambiti, ha espresso scarsa fiducia nella possibilità che l’attuale processo possa condurre a una Turchia realmente democratica e inclusiva.
Il ruolo dell’Unione europea
Dal punto di vista europeo, l’eurodeputata Incir ha sostenuto che, sebbene il congelamento dei negoziati di adesione della Turchia all’UE fosse giustificato, l’Unione europea dispone ancora di una notevole capacità di influenza.
Ha sottolineato che tutti gli accordi e le forme di cooperazione con la Turchia devono essere saldamente fondati sul rispetto della democrazia, dei diritti umani e dello Stato di diritto. Ha inoltre esortato l’UE a superare la percezione di una propria dipendenza dalla Turchia e a sostenere attivamente le forze democratiche di opposizione e le organizzazioni della società civile che lavorano per un futuro pacifico e inclusivo.
ASSEDEL, con sede a Strasburgo e impegnata nella promozione dei diritti umani e dei valori europei, continua a seguire e a far luce sugli sviluppi che stanno plasmando il futuro della democrazia europea e delle relazioni internazionali.
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ASSEDEL