
Abbiamo avuto il piacere di incontrare Hannes Heide, membro del Parlamento europeo (MEP) e membro della Commissione per la cultura e l’istruzione (CULT). Durante la conversazione, l’onorevole Heide ha condiviso le sue prospettive sulle priorità della commissione, sull’importanza di programmi culturali ed educativi come Erasmus+ e sulle sfide in continua evoluzione che interessano i settori creativi e accademici europei.
Le principali priorità della Commissione CULT
L’onorevole Heide ha sottolineato che l’Unione europea sta attualmente affrontando sfide sia esterne sia interne, rendendo quindi fondamentale per la Commissione CULT rafforzare i propri sforzi nella promozione dell’istruzione, della cultura e della partecipazione civica. Una delle principali priorità della commissione è il Quadro finanziario pluriennale (QFP), che definisce il bilancio a lungo termine dell’UE. Dal punto di vista della CULT, il QFP incide direttamente sul modo in cui i cittadini, in particolare i giovani europei, entrano in contatto con l’Unione europea attraverso iniziative come Erasmus+ ed Europa Creativa.
“Erasmus+ è un programma faro che mette in contatto i giovani con l’Unione europea. Dobbiamo garantire che nei prossimi anni un numero maggiore di giovani europei possa partecipare”, ha dichiarato l’onorevole Heide.
Ha inoltre sottolineato l’importanza di sostenere la partecipazione dei cittadini e le industrie creative, che continuano a crescere nonostante le difficoltà economiche. Ad esempio, l’industria musicale europea è cresciuta del 9% lo scorso anno, un segnale della resilienza e dell’impatto culturale del settore.
“È importante sensibilizzare i cittadini sull’importanza del settore creativo, non solo dal punto di vista economico, ma anche per la costruzione della nostra identità europea condivisa”, ha aggiunto.
Erasmus+: una storia di successo per tutti gli europei
Erasmus+ è al centro della visione dell’onorevole Heide per un’Europa più inclusiva e connessa. Ha descritto il programma come uno dei maggiori successi dell’UE e ha chiesto di ampliarne sia il bilancio sia l’accessibilità.
“Tutti in Europa dovrebbero avere l’opportunità di partecipare a un progetto Erasmus+, indipendentemente dal proprio background, dalle proprie possibilità economiche o dall’età”, ha affermato. “La partecipazione può essere ancora costosa e non tutti hanno lo stesso accesso. Dobbiamo aprire il programma a tutti i settori, compresi lo sport, le persone con disabilità e i gruppi intergenerazionali.”
L’onorevole Heide ha sottolineato che Erasmus+ deve continuare a evolversi per rispondere alle esigenze di un’Europa in cambiamento.
“Il programma non può mai rimanere fermo: deve continuare a essere dinamico e aperto a tutti.”
Promuovere la libertà accademica e rispettare lo Stato di diritto
Affrontando le recenti discussioni sulla governance dell’istruzione superiore, l’onorevole Heide ha osservato che il rispetto dei valori e delle norme europee è essenziale per partecipare ai programmi finanziati dall’UE.
“Erasmus+ può avere successo solo se disponiamo di regole chiare e tutti i partecipanti le rispettano. Non si tratta di escludere i Paesi, ma di garantire trasparenza, buona governance e rispetto della libertà accademica.”
Affrontare l’influenza straniera nell’istruzione e nella ricerca
L’onorevole Heide ha inoltre parlato delle crescenti preoccupazioni riguardo all’influenza straniera sull’istruzione e sulla ricerca europee, in particolare per quanto riguarda i finanziamenti provenienti dalla Cina.
“Oggi c’è molta più consapevolezza di ciò che può significare l’influenza esterna”, ha affermato. “Molte istituzioni sono diventate più prudenti e la cooperazione viene affrontata con maggiore cautela rispetto al passato.”
Ha sottolineato che il mantenimento dell’indipendenza accademica richiede attenzione sia a livello dell’UE sia a livello nazionale, evidenziando come anche i settori culturale ed educativo siano vulnerabili alle pressioni geopolitiche.
Rafforzare la competitività accademica dell’Europa
Alla domanda sulla posizione dell’Europa nelle classifiche universitarie globali, l’onorevole Heide ha riconosciuto i progressi compiuti, ma ha evidenziato sfide ancora presenti, come la fuga di cervelli verso Paesi come gli Stati Uniti.
“Molti importanti scienziati e professori europei si sono trasferiti all’estero alla ricerca di condizioni migliori. Tuttavia, questo rappresenta anche un’opportunità: l’Europa può riportare i propri talenti creando ambienti favorevoli alla ricerca e all’innovazione.”
Ha ribadito che le università svolgono un ruolo fondamentale nella competitività globale dell’Europa e sono centrali per il rafforzamento della democrazia e dell’innovazione.
Intelligenza artificiale e settore creativo
L’uso dell’intelligenza artificiale (IA) nelle industrie creative rappresenta un altro importante ambito di attenzione per la Commissione CULT. L’onorevole Heide ha evidenziato sia le opportunità sia le sfide etiche legate alle nuove tecnologie.
“L’IA può essere uno strumento utile, ma dobbiamo garantire che i creatori siano riconosciuti e adeguatamente compensati quando le loro opere vengono utilizzate per addestrare i sistemi di IA”, ha spiegato.
Ha citato l’esempio di storici e autori le cui opere sono state utilizzate senza consenso, sottolineando l’importanza di aggiornare i quadri giuridici per proteggere la proprietà intellettuale e il patrimonio culturale europeo.
Guardando al futuro: l’istruzione come fondamento della democrazia
Alla domanda su una misura che avrebbe messo in cima alle proprie priorità in questa legislatura per rafforzare l’istruzione e la libertà accademica, l’onorevole Heide è tornato al programma che considera la più grande storia di successo dell’UE:
“Erasmus+. Con un bilancio relativamente ridotto, ha ottenuto risultati straordinari. Immaginate cosa potremmo fare con un finanziamento quattro volte superiore a quello attuale.”
Ha concluso ribadendo che l’istruzione e la cultura sono i fondamenti della democrazia e dell’unità europee.
“Non parliamo abbastanza di questi temi”, ha affermato. “Sono la cultura e l’istruzione a tenere unita l’Europa.”
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ASSEDEL